• ott

    31

    2017
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Uscita ad Armo: per costruire progetti di impegno

Uscita ad Armo: per costruire progetti di impegno

Era una notte buia e tempestosa e le mascelle dormivano soporitamente nei loro lettini a castello nella foresteria della cooperativa di Sant’Arsenio in quel di Armo (Gallina)…

…O almeno un gruppo di mascelle.... Le altre erano tornate a casa dopo il pasto della sera quando, tutti assieme, avevano condiviso le pietanze portate da casa.

Mascellini e Mascelline, compresa la piccola Aurora di 6 mesi, si sono riuniti per la prima uscita organizzativa e programmatica di inizio anno sociale e lo hanno fatto in uno dei posti più ricchi di spiritualità e suggestione ambientale: la cooperativa agricola fondata nel 2005 da un gruppo di giovani sotto la guida dell’allora parroco don Valerio Chiovaro. Uno dei “padri fondatori” di allora, Francesco Vita, ha accolto la comitiva e ha fatto da cicerone per la conoscenza della struttura e delle sue dinamiche di servizio al territorio compreso l’orto in affitto che tanto interesse ha suscitato nei membri della comunità.

Invero a Gino ha destato maggiore interesse la coppia di simpatici maialotti giacenti a poca distanza dagli asinelli calabresi e dagli altri animali che animano la fattoria.  La grotta - impreziosita da un’antichissima colonna risalente all’epoca bizantina e tramandata a noi come luogo di permanenza e di ascesi del monaco Sant’Arsenio (anno 1000 o giù di lì) - è stata invece il punto in cui rafforzare il senso di spiritualità comunitario.

La ricerca dell’identità e dei motivi di comunione che devono caratterizzare il nostro stare assieme ha caratterizzato la fine del pomeriggio quando già saliva dalla valle un freddo pungente che faceva battere le ossicine a maschietti e femminucce. Ma i nostri impavidi affrontavano le avversità confidando nei valori che da lì a poco sarebbero risaliti grazie a polpette, formaggio e sfoglie varie.

Ma torniamo a noi: Quali sono gli elementi per costruire una comunità? Hanno chiesto Maria Crocè e Nicola Santostefano come traccia di studio e di riflessione. Su questo tema si sono misurati seriamente tutti i partecipanti dimostrando la volontà di contribuire alla costruzione di una casa comune in cui tutti hanno desiderio di stare per il piacere di condividere tempo e spazio con altri compagni di strada. Ma verso dove? Qual è l’obiettivo della comunità? Consapevoli delle incombenze molteplici che ciascuno di noi si porta dietro, abbiamo voluto costruire una griglia di impegni da assumere come comunità: help center, mensa di strada ma anche “meta-servizio” ai centri di raccolta e di distribuzione per agevolare la distribuzione di beni a chi ha bisogno.

Al termine della discussione è arrivato don Luca Mazza per la celebrazione eucaristica che è stata vissuta con grande raccoglimento. Durante la messa abbiamo piacevolmente scoperto le indiscutibili doti di lettore di Gino.

E poi…l’apoteosi della convivialità che, tra una fetta di formaggio e un peperone ripieno di Domenico ha di fatto rianimato i semiassiderati scout.

Dopo cena  si è svolta la veglia per la promessa di Annamaria. Un momento di raccoglimento intenso in cui la comunità si è ritrovata intorno all’impegno che per alcuni era stato preso da piccoli e per altri invece è diventato una sfida da adulti. Ma l’invito resta lo stesso: volare alto nonostante fallimenti, cadute e insuccessi. Scommettere su se stessi per costruire una vita più piena “con l’aiuto di Dio”.

La mattina ha l’oro in bocca e pure i cornetti di Villa Arangea non scherzano. E così Giorgio (che sarei io) ha fatto un salto a casa per portare indietro gli apprezzati prodotti da forno. E siccome il vassoio era grande ha pensato bene di farsi accompagnare dal fido Nerone, il cane caratterizzato da una perenne tempesta ormonale.

La mattina così è partita veloce con il riepilogo degli appuntamenti che aspettano i ma scellini fino all’anno prossimo. Ma ilmomento più importante della mattinata è stata la promessa di Annamaria ufficializzata d’avanti alla grotta di Sant’Arsenio il quale, nascosto da qualche parte fra i canneti o nel vento, avrà sicuramente apprezzato quel momento di spiritualità scout condiviso di fronte a casa sua.

Terminata la cerimonia della promessa la comunità si è spostata in un altro luogo che merita di essere conosciuto e tutelato: il sito dell’antica abbazia di Trapezometa, un cenobio greco antichissimo di cui restano importanti testimonianze architettoniche coperte da sterpaglie e inglobate nell’area di pertinenza della nuova condotta idrica della Sorical. Un’area vastissima contornata da ulivi secolari e affacciata sui contrafforti preasporomontani con vista sullo Stretto. L’area però, ancora cantierizzata, non è accessibile. E’ necessaria una sollecitazione alle autorità comunali perché prendano coscienza dell’importanza del sito e del valore storico identitario che quelle pietre incarnano.

Di rientro dal sito dell’abbazia ci siamo fermati al cimitero di Armo per mettere un fiore sulle tombe dei migranti lì sepolti. Testimonianze mute di mare impastato di terra per ricordare ai viventi che la morte è una livella egualitaria. 

La conclusione della lunga giornata si è svolta nella cucina di casa Gatto dove si è dato fondo alle vivande portate da ciascuno per dare vita al “pranzo frugale” previsto da programma.

P.s.

I resti del pranzo frugale li abbiamo consumati fino a martedì.

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